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Casa ecologica con EPS

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Perché costruire una casa ecologica? Quali sono i vantaggi offerti dall’EPS?

Solo di recente il concetto di ecosostenibilità è entrato a far parte del modo di pensare e del linguaggio comune. A determinare una grande attenzione nei confronti delle tematiche ecologiche e di tutti quei prodotti che vengono considerati ecosostenibili (ossia a impatto zero, che dunque non ledono in alcun modo l’ambiente), è il crescente inquinamento terrestre, le cui disastrose conseguenze sono da tempo sotto gli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

L’attenzione verso l’ecosostenibilità è destinata a crescere ulteriormente e a riguardare i settori merceologici più disparati. Tra essi, c’è anche l’edilizia: in questo settore da molti anni ormai si è imposta la necessità di costruire edifici e case ecologiche, realizzate cioè nel pieno rispetto dell’ambiente ma anche di chi ci vive. Nel tempo, infatti, si è scoperto che alcuni materiali sintetici (non ecologici) comunemente usati in edilizia non erano nocivi solo per l’ambiente, ma anche per l’uomo; è il caso, tra gli altri, del radon e dell’amianto. Tra i materiali atossici, invece, c’è il poliestere espanso, completamente privo di CFC e HCFC, oltre che altamente ecosostenibile in quanto 100% riciclabile.

Stando agli studi effettuati in merito, infatti, questo materiale sarebbe da privilegiare rispetto a molti altri proprio per via dell’ottimo rapporto prestazioni/impatto ambientare. Non è un caso se il poliestere espanso viene scelto da sempre più persone che desiderano una casa al tempo stesso solida, funzionale, duratura ma anche ecologica, tutte caratteristiche che un tempo era impensabile trovare nello stesso materiale. Col suo utilizzo, quest’ultimo risparmia molta più energia di quanto non ne venga consumata per produrlo.

Ovviamente, come d’obbligo in questi casi, i residui della lavorazione non vanno dispersi in natura, bensì riciclati secondo apposite regole. Per chi progetta, ma anche per chi compra, è importante conoscere a fondo le differenze tra i vari materiali, imparando a differenziare quelli sicuri da quelli più o meno dannosi per la natura e per l’uomo, indipendentemente dalla loro origine. Ciò è possibile solo analizzando i dati a disposizione e le statistiche globali, nonché gli esiti dei più autorevoli studi del settore. Il prefisso “BIO” viene utilizzato per i materiali cosiddetti “biologici“, che si ricavano in natura; per essere utilizzati, però, tali materiali subiscono processi di trasformazione chimico-industriali che comportano un inquinamento non indifferente.

Che differenze esiste dunque tra questi e l’EPS, che viene ricavato dal petrolio attraverso processi chimici analoghi? In realtà l’EPS può essere considerato persino più ecologico di materiali “naturali” come per esempio il sughero. A stabilirlo è il cosiddetto LCA, ossia “l’analisi del ciclo di vita“, un’analisi che offre un indice – dunque un dato – concretamente confrontabile, il quale comprende un’attenta valutazione dell’impatto di un materiale, nonché il raffronto tra questo dato, le caratteristiche tecniche e le prestazioni offerte. Grazie all’LCA, dunque, è possibile apprendere che l’EPS contribuisce in maniera positiva alla tutela dell’ambiente: l’energia impiegata per produrlo, infatti, viene ampiamente risparmiata durante la lunga vita della casa, che grazie all’EPS risulta perfettamente isolata.

Ecco perché sempre più persone scelgono l’EPS, un materiale ormai riconosciuto come atossico ed estremamente resistente, che non provoca allergie, né crea pericoli di alcun tipo.

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